La terra del fiore di Loto

Dalle caotiche strade del centro di Bangkok si può arrivare in molti posti. Le linee aeree sono programmate per condurre il turista in mete paradisiache dall’acqua di cristallo e spiagge bianche da rivista. Ma, dal centro di Bangkok, se si trova il coraggio di fidarsi di un autista locale, si possono scoprire terre meno conosciute.

Sono numerose le ore di guida spericolata verso il nord est del paese, volte alla ricerca del fiore di Loto. La provincia di Ubon Ratchathani infatti è la terra di queste specie floreali, da qui il nome Ubon: fiore di loto. Allontanandosi dalla caratteristica cittadina ci si può inoltrare nelle autentiche campagne, quelle che neanche nei luoghi più remoti d’ Italia esistono più.

Le strade polverose, attraversate da polli curiosi, dividono schiere di casette in legno. Sono baracche rustiche, dall’anima nobile. Anziane padrone di casa hanno impreziosito le loro vere dimore con quello che più hanno di caro. Stuoie e ceste fatte a mano, vasi, manufatti di ogni genere, diventano per gli occhi occidentali dei capolavori di semplicità dall’anima pura. Di buon auspicio, gabbiette appese alle travi dei portici tutt’intorno alla struttura. I cinguettii dei loro uccellini proteggono gli ospiti e gli tengono compagnia con le loro voci.

I monaci thailandesi passeggiano con calma tingendo il loro cammino di terra con l’arancione vivace delle loro tonache. I contadini, che portano a spasso il bestiame, gli dedicano piccole offerte per ringraziarli delle preghiere benevolenti che ogni giorno rivolgono alle loro famiglie. Onde coloratissime di bambini compaiono nelle ore meno calde. Tutti si conoscono, tutti giocano insieme. Qualcuno condivide con gli amici la fortuna di avere una bicicletta, altri preferiscono inventarsi situazioni con sassolini o bastoni. C’è sempre una corsa, c’è sempre un cerchio. Sorridono nell’incontrare uno straniero così diverso, si avvicinano interessati poi indietreggiano timidi. Branchi di cani giocano a fare la guardia, abbaiano senza riuscire a nascondere il desiderio di annusare un odore nuovo, il tuo.

Nessuno qui parla inglese, nessuno qui parla a voce alta. Si respira un estrema pace con sottofondo di canzoni di grilli in un panorama vasto e verde. Il cielo grigiastro, spesso coperto dalle nubi, riflette la nature e le persone in questo stato di serenità. E dentro ampissimi stagni in festa galleggiano migliaia di fiori di loto. Sono grandi, fieri, bianchi e a volte rosa. Il fiore di loto nasce dal fango per diventare il più bello fra i fiori. Così come la gente del suo paese, che crea la felicità dalle cose più piccole.

Se anche tu credi nel trasformare il fango in fiori, Ubon Ratchathani è la tua terra.

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